Hic et Nunc

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Ce lo sentiamo dire da tutte le parti. Lo leggiamo sui libri, sulle interviste, sulle riviste specializzate e non, sugli articoli di giornale, sui saggi. Lo sentiamo in TV, per radio, ai corsi di formazione aziendale, nelle sedute con il nostro psicoterapeuta, nei corsi di Mindfulness e durante le lezioni di Yoga. Fa molto fico quando lasci cadere durante un discorso un “qui ed ora”, sembri molto intelligente, uno che ha fatto un percorso interiore, uno che ha un mondo dentro, non importa in che contesto lo dici. Fa sempre “molto figo”.

Tutti ne parlano ma in pochi sanno cos’è. O meglio, tutti sanno cos’è in teoria ma pochi l’hanno davvero sperimentato. Chi l’ha sperimentato non lo nomina. Un pò come Voldemort di Harry Potter. O L’Innominato di Manzoni. Chi è arrivato davvero al Qui e Ora, a quel punto interiore preciso, è difficile che gli scappi da dire “Qui ed Ora”. Semplicemente perché è diventato un modus vivendi che si è pagato a caro prezzo, una modalità acquisita e di non ritorno, una parte strutturale di noi, come essere alti o biondi. Non si intercalano i propri discorsi dicendo, “sono biondo” . Qui e Ora  non è più qualcosa a cui tendere ma qualcosa che ci ha travolto e cambiato la visione della vita.

lao-tzuQualcosa che fa anche anche un po’ paura. Sì, perché al Qui e Ora non ci arrivi con le meditazioni e i mantra, né con i bagni di gong o campane tibetane. Non ci arrivi con l’analisi né con la preghiera, né col tè verde né con la macrobiotica. Né con Osho né con Sai Baba. Anzi non ci arrivi proprio. Perché non sei tu che arrivi a lui. E’ lui che travolge te. Che ti asfalta le certezze e poi si impossessa di te. Il Qui ed Ora nasce dentro di noi solo dopo che abbiamo subìto un danno. E’ bene ricordarselo.

E’ caratteristica profonda dell’essere umano la necessità di guardare al domani, progettare, programmare, proiettare sé stesso in condizioni future. Perché questo ci dà sicurezza, è un modo per dirsi che andrà tutto bene, che anche domani saremo ancora vivi e magari più felici, per dare una forma rassicurante al nostro futuro. Questo ci è sempre servito per l’autoprotezione, per la sopravvivenza fisica e psichica, per lo sviluppo del nostro benessere, per dar voce a quei bisogni primordiali dell’essere umano che sono il sogno e il bisogno di controllo sulla realtà, sul presente e sul futuro.

madreteresaMa quando succede qualcosa nella tua vita che tu non solo non avevi programmato ma nemmeno immaginato, allora le cose cambiano. Quando vedi franare quello che avevi costruito e che reputavi acquisito (e quindi, intimamente, per sempre) allora da quel punto della tua vita in poi non riesci più a guardare al di là dell’oggi. Non riesci più a preoccuparti di quello che sarà, non riesci più a cercare di proteggere, di blindare il futuro con le tue proiezioni. Perché tanto sai che sarà sempre e comunque diverso da quello che speri o che immagini. Quindi cerchi solo di fare del tuo meglio adesso, in questo istante con quello che hai e quello che sei. E già solo questo non è per nulla facile. Il Qui e Ora non ti toglie la speranza, al contrario, sai intimamente che tutto ha una soluzione. Sai che l’unica cosa importante, vera e reale è il presente, questo preciso e piccolo istante. Ma c’è un lato meno nobile del Qui e Ora.

Il Qui e Ora ti asciuga la capacità di programmare.

Ti toglie la protezione della proiezione nel futuro.

Ti rende orfano della capacità di credere nel “sempre” e nel “mai”.

Ti spoglia dell’appartenenza a qualcosa o a qualcuno.

Ti cancella dal vocabolario personale l’espressione “non me l’aspettavo”.

Ti lascia senza pelle. Consapevole di essere solo ed esposto al mondo. Ma questa consapevolezza diventa una forza e, paradossalmente, un’appartenenza più intima a sé stessi. E hai la sensazione di non aver più paura di niente. Il Qui ed Ora ti rende più libero perché sai che sopravvivrai. Qualsiasi cosa accada. Come dice Josephine Hart nel libro IL DANNO diventato film di Luis Malle nel 1992, “Chi ha subìto un danno è pericoloso. Sa di poter sopravvivere.

Non me ne vorrà Mrs. Hart se dopo di lei cito qualcuno ben più saggio, il maestro Oogway di Kung Fu Panda, che con la sua frase precisa come una freccia ci ricorda di ringraziare a prescindere  il nostro presente, qualsiasi cosa esso ci porti: “C’è un detto: Ieri è Storia, domani è Mistero ma oggi è un Dono, per questo si chiama presente.

Il Qui e Ora ci trasforma in Eroi del Presente senza sguardo sul futuro. E va bene così.

 

 

 

 

 

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