Stay Gold!

Questo pezzo, scritto nel 2015 per tutti i ragazzi sotto esame, quest’anno lo ripubblico sia pensando a questa splendida gioventù che domani sarà il futuro di questo mondo che sta cambiando troppo in fretta e sia agli adulti. A tutti quegli adulti che hanno dimenticato la loro vera natura, che si sono piegati, che si sono snaturati, dimenticando, imbavagliando, barattando la loro sana “disobbedienza” per tutto ciò che non conta nulla, pagando questo baratto con la propria salute e con quella degli altri che gli stanno intorno, con la stima di se stessi, con i valori più profondi che dovrebbero guidare un essere umano mediamente sano di mente.

“Ragazzi,
belli, giovani, straordinari ragazzi.
In questi giorni molti di voi sono curvi con la penna in mano a rendere conto di quanto hanno capito, assimilato, elaborato in questi anni di studio. Terza media o Maturità non importa. Sempre di esame si tratta. Sempre quella terribile sensazione di essere giudicati, di non essere forse all’altezza, di essere, forse agli occhi di chi “guida”, inadeguati.
E anche voi che non siete sotto esame, siete stati scrutinati, siete stati “esaminati” e quindi giudicati.
Forse per una mia compulsiva naturale predisposizione a mettermi nei panni del “perdente”, di quello “che ha inciampato”, o forse perché mi riguarda da vicino o forse per entrambe le cose, il mio pensiero oggi va a quelli che non ce la faranno, o che non ce l’hanno fatta. Che sono stati giudicati non adeguati ad andare avanti. Non in linea con gli standard che la società ha stabilito per poter essere definito “maturo”.

I cinque anni delle superiori dovrebbero essere, in teoria, un percorso formativo, soprattutto interiore, avente l’obiettivo di strutturare il ragazzo, di prepararlo ad affrontare l’impegno, a prendere in carico le proprie responsabilità, a gestire le difficoltà, a saper misurare le proprie forze, i propri limiti e magari a cercare di superarli. Alla fine dei 5 anni si deve affrontare un esame che si chiama, per l’appunto, MATURITA’. E c’è chi questi 5 anni li percorre a “palla de foco” e chi un po’ più lentamente, perché viene fermato durante il percorso. Perché non in linea con gli standard.
La regola aurea è, si sa, “chi studia ce la fa”. Nulla da dire. Perfino banale. Dovete studiare, senza scuse, senza alibi, col sudore della fronte. Questo non si discute.
Esistono però, per quanto Professori, Presidi, Vicepresidi, Bidelli e annessi urlino a gran voce il contrario, criteri diversi da quelli del rendimento scolastico sui quali si giudica un ragazzo. Criteri più o meno inconsci che guidano la mano del professore all’atto del voto finale.
Ricordate il dialogo tra il professore (Benigni) e il bidello filosofo (Troisi) in Non ci resta che piangere?Non ci resta che piangere': Dal 2 al 4 marzo al CineChaplin la ... “I bambini vengono da me e mi dicono: ma il maestro tiene i problemi suoi a casa, le sue disgrazie e poi se la piglia con noi…
Benigni: “Lo so, lo so, è un periodo che c’ho diversi problemi. Mia sorella, e poi problemi personali… levami una curiosità, chi te l’ha detto quel fatto che sono nervoso, quell’imbecille di Giacchetti? Tanto Giachetti è bocciato, sicchè…

“I bambini vengono da me e mi dicono: ma il maestro tiene i problemi suoi a casa, le sue disgrazie e poi se la piglia con noi…
Benigni: “Lo so, lo so, è un periodo che c’ho diversi problemi. Mia sorella, e poi problemi personali… levami una curiosità, chi te l’ha detto quel fatto che sono nervoso, quell’imbecille di Giacchetti? Tanto Giachetti è bocciato, sicchè…
Troisi: “no! Nun me l’ha itto Giachetti, ma che t’ha fatto Giachetti?”
Benigni: “ Giachetti è bocciato dall’inizio dell’anno. Quando è entrato in classe ho detto: Io a questo lo boccio! perché a istinto so già…”

Certo, questo dialogo è un’iperbole, ma proprio perché irriverente, rende bene l’idea.
Alla società non piacciono i “disubbidienti”. Alla Scuola non piacciono i “turbolenti” o quelli che “rispondono”. Alle Aziende non piacciono i “divergenti”.
Fermo restando, cari i miei Giachetti sparsi per il web, che se prendete un’insufficienza non è perché non avete capito, ma solo perché non avete studiato, e ricordando che la società, e quindi la scuola, le aziende e la famiglia stessa, si basano su delle regole esplicite e che quelle regole dovete non solo impararle ma anche, ovviamente, rispettarle, vi invito a coltivare quel lato “disubbidiente” che è in voi, incanalandolo in modo armonico con il rispetto delle regole.

Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino - WikipediaVi invito a coltivare quel lato “divergente” che vi farà allontanare dalla mediocrità avendo dalla vostra però tutti 7. Perché è più facile essere divergenti e avere la possibilità di rimanere fedeli alla propria natura quando si è inattaccabili sui risultati. Vi invito a perseguire la “cultura dell’errore”, ad imparare dalle battute d’arresto, a crescere grazie alle sconfitte cocenti, a fortificarvi grazie agli incidenti di percorso. La “cultura” non è una pagella con tutti 8, la cultura è l’imparare a confrontarsi con problemi complessi e a trovare una soluzione nel rispetto di noi stessi e dell’altro. La “formazione” non è un insieme di nozioni tecniche ma è imparare ad aprirsi all’altro, ad integrarsi, e a gestire la propria creatività non come “turbolenza” ma come “una marcia in più”.Inside
Detto questo, cari i miei Giachetti che non ce l’hanno fatta, vi auguro di ripartire alla grande l’anno prossimo dopo questo “inciampo” e vi abbraccio forte salutandovi con una frase tratta da una poesia di Robert Frost: Nothing Gold Can Stay, citata nello straordinario film “I ragazzi della 56a strada” che vi consiglio di andare a cercarvi sul web.
Cari i miei splendidi Giachetti…” STAY GOLD!

Vi invito a coltivare quel lato “divergente” che vi farà allontanare dalla mediocrità avendo dalla vostra però tutti 7. Perché è più facile essere divergenti e avere la possibilità di rimanere fedeli alla propria natura quando si è inattaccabili sui risultati. Vi invito a perseguire la “cultura dell’errore”, ad imparare dalle battute d’arresto, a crescere grazie alle sconfitte cocenti, a fortificarvi grazie agli incidenti di percorso. La “cultura” non è una pagella con tutti 8, la cultura è l’imparare a confrontarsi con problemi complessi e a trovare una soluzione nel rispetto di noi stessi e dell’altro. La “formazione” non è un insieme di nozioni tecniche ma è imparare ad aprirsi all’altro, ad integrarsi, e a gestire la propria creatività non come “turbolenza” ma come “una marcia in più”.Inside
Detto questo, cari i miei Giachetti che non ce l’hanno fatta, vi auguro di ripartire alla grande l’anno prossimo dopo questo “inciampo” e vi abbraccio forte salutandovi con una frase tratta da una poesia di Robert Frost: Nothing Gold Can Stay, citata nello straordinario film “I ragazzi della 56a strada” che vi consiglio di andare a cercarvi sul web.
Cari i miei splendidi Giachetti…” STAY GOLD!

Stay Gold: Rimani fedele a te stesso, rimani ciò che sei.

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