L’alba di un Blog

Vabbè. D’accordo, apro un blog. Sono anni che mi dicono di farlo ma io non mi sono mai sentita in grado.

Mica sarà così difficile no? Per me che con il mondo digital-cyber-social sono negata che sarà mai aprire un blog? Orientarsi nel template, costumizzare il sito, caricare foto, linkare pagine, scegliere tags e, soprattutto ricordarsi di salvare prima di uscire? Niente! ‘Na passeggiata! A slice of cake!

BLOGMi studio un po’ di siti di blogger che danno dritte sull’argomento, errori da non fare, cose da sapere, miti di sfatare. Tutti dicono che è semplice, “intuitivo”, fattibile anche per i più negati, piattaforme a prova di idiota. Cercano di rassicurati ma in effetti ti fanno sentire un incapace, un reietto della digital-society, uno sfigato che non si capisce nemmeno perché ha velleità di aprire un blog se non sa nemmeno di cosa parla. No, però non ti buttare giù, eh? Ce la puoi fare! Certo… conterai tre visite semestrali ma tanto tu lo fai per tua soddisfazione personale, no?

Eppoi è gratis. Dice uno. Facilissimo da usare. Motivante. Fatti conoscere dalla comunità! Resta connesso con i tuoi amici. Le piattaforme gratis funzionano benissimo, ti sentirai rigenerato e soddisfatto, tirerai fuori i tuoi talenti nascosti, scoprirai le tue nuove potenzialità, la tua vita cambierà. Sì, è vero ma blog che costruisci “aggratis” sono scarsi e lentissimi nel caricarsi, quindi l’utente si scoccia ed esce dal tuo blog ancora prima di avere la HomePage caricata, ti prego non fare quest’errore, sarebbe una catastrofe, te ne pentirai per sempre, nessuno vedrà il tuo blog, cadrai in depressione, soffrirai disturbi della personalità, assumerai psicofarmaci. Dice un altro.

charlieAiuto. Credo di non essere pronta per questa scelta irreversibile! Chiamo un amico esperto del settore, uno che con queste cose ci campa. Ma guarda, mi dice, non è assolutamente complicato, basta smanettare un po’! (mi sento improvvisamente incapace)

Ormai i giovani lo fanno ad occhi chiusi. (mi sento improvvisamente obsoleta). Chiedi ai tuoi figli! Saranno sicuramente in grado.

No, no, penso. Loro fanno altro nella vita. Sì il grande scrive di cinema su un blog di altri ma… no, non voglio dargli rogne.  Lo farò da sola. Ce la posso fare.

Scelgo WordPress, inizio a cliccare in maniera compulsiva, il livello di entropia mentale sale, dopo qualche minuto mi si annebbia la vista, non sono più in grado di pensare lucidamente. Dopo un quarto d’ora sto dando il mio numero di carta di credito. Dopo un nano secondo mi arriva l’addebito con i complimenti WordPress. Che minchia ho comprato? Non lo so.

Dopo varie ricerche scopro di aver comprato un Dominio. Che diavolo ci faccio? Io volevo solo aprire un blog. A che mi serve un Dominio? E, soprattutto, ci devo pagare l’IMU?

disperazioneLa sera sono sfatta. Distrutta nel mio ego, demotivata nei miei progetti, sfiduciata sul mondo digitale. Mio figlio grande entra in casa e mi trova in uno stato pietoso. Gli racconto tutto.

Lui mi guarda tenero e sconcertato. Mamma, vieni ti faccio vedere. Apre la pagina del suo, dico SUO blog. Ecco, devi fare così e così.

Sgrano gli occhi. TU hai un blog TUO?

Si! mi risponde come se gli avessi chiesto “tu sei un bipede di sesso maschile?”

Ma…  da quando? Da un anno, mi risponde. (mi sento improvvisamente una mamma assente).

E quindi ecco il mio blog. Ancora non è perfetto…ma ringraziando Dio non lo sarà mai. Grazie a tutti quelli che mi hanno spronato, che mi hanno consigliato e aiutato con pazienza, per amore o per amicizia.

Fatemi il favore, voi che leggete, per aiutare la mia salute mentale e ripagare la pazienza di quei poveri cristi che mi hanno supportato in questa follia, condividete il mio blog su Facebook; tutte le mattine, dopo aver preso il caffè, innaffiato le piante e sentito l’oroscopo, entrate nel mio sito per dargli visibilità; fate volantinaggio per le strade; suonate alle porte di sconosciuti come i testimoni di Geova; andate per le piazze vestiti di un cartellone come gli uomini sandwich e pubblicizzate https://logoff.place .

Per sempre grata.

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