Manager battuti in casa

Qualche giorno fa ero a Madrid, in taxi con due colleghi, manager apicali che mettono pure un po’ soggezione per la verità. Bloccati nel traffico per andare al Centro congressi  ascoltavo la loro comica conversazione.

sacchetti-spesa

– Quando devo andare a fare la spesa mia moglie mi lascia un foglietto di carta in cui descrive delle macro aree generiche che io devo interpretare, elaborare e definire nello specifico. Tipo: FRUTTA. Allora io capisco che devo comprare la frutta no? Tu che capiresti? Allora torno a casa con della frutta generica. Lei apre la busta e tira fuori una mela. La guarda in silenzio. Poi guarda in silenzio me…ma un silenzio carico di tempesta eh??? e mi fa: “HAI PRESO LE MEEELEEEE??? LO SAI, vero, che nostra figlia NON mangia leeee meeeeleeee!!! – e in quella frase c’è un rimprovero nemmeno tanto sottile che attraversa trasversalmente tutta la mia vita matrimoniale! Mi sta dicendo che non solo non sono mai a casa e non partecipo alla vita familiare, che certo, non è che si aspettasse che io mi ricordassi la frutta che piace a lei, per carità! Ma … NON RICORDARSI NEMMENO CHE FRUTTA NON MANGIA TUA FIGLIA è veramente troppo!  Ma…. Minchia…scrivimi MANGO ROSSO CON STRIATURE DIAGONALI VERDI! oppure SUSINE COSCIA DI MONACA ALTOATESINE NATURALIZZATE VIETRI SUL MARE oppure BANANE MATURE NE’ TUTTE VERDI NE’ TUTTE GIALLE CON DEVIAZIONE MASSIMA  DI  10 GRADI…ma sii precisa porco diavolo, non fai prima? NO!! Perché loro, le donne, pensano tutte di essere andate a convivere con una figura mitologica metà George Clooney e metà Mago Merlino, e quando ti riveli invece un semplice essere umano si incazzano come bisce e da lì in poi aspettano solo che fai una cazzata per poterti rimproverare! Ti aspettano dietro l’angolo in attesa paziente che tu inciampi! E se non inciampi sono loro a farti lo sgambetto da dietro! E non è ammessa neppure la VAR!

Io sghignazzavo. L’altro sospira tra lo sconsolato e l’attonito mentre chiosa.

idraulico-cambiare-tubo– Si, è vero…sono così, la donna è impietosa….noi potremmo pure essere degli stronzi A VOLTE ma loro sono SEMPRE senza pietà! Ieri sera a mezzanotte mi chiama la mia e mi dice “Si è rotto il bagno! Devi assolutamente risolvere subito questo problema!” Ma…. miseria ladra, sono a Madrid ed è notte… che ti posso fare? Ti mando il mago Silvan col drone? “Devi chiamare subito l’idraulico!” Dice perentoria lei. Ma….a parte che è mezzanotte, a parte che è domenica e a parte che se hai bisogno in tempi brevi di un idraulico fai prima a chiamare un cardiochirurgo ma…. Io…io…boh! – Sipario.

Avevo davanti due vinti. Due manager, abituati a lasciare cadaveri sul campo di battaglia del business, sconfitti dalla logica femminile.
Io ridevo. E a dire la verità quasi invidiavo quelle due donne i cui uomini erano lì a parlare di loro con palese ironia e malcelata tenerezza.
Dapprima ridevo. Dopo qualche minuto guardavo fuori dal finestrino per nascondere soprattutto a me stessa il mio malessere. Dopo un quarto d’ora avevo gli occhi lucidi, sgranati sui palazzi che sfrecciavano veloci e sfocati.

Perché ho capito che in tanti anni di matrimonio non ho mai rimproverato né preteso. Se anche lui tornava a casa con patate americane invece dei mandarini che erano in lista io dicevo estasiata che mi servivano ma avevo dimenticato di segnarle. E neanche mi sono mai appoggiata. Non ci sono mai riuscita. Ho sempre chiamato l’idraulico prima che lui si accorgesse che si era rotto il bagno. Ho sempre voluto risolvergli i problemi prima che lui si accorgesse di averli.

È qui che ho sbagliato.
Ma in fondo ero felice così.

Adesso è un po’ tardi per cambiare personalità… se sono nata albero di mele non posso dare banane, tanto per restare in tema. Ho due figli maschi e sto cercando di tirarli su con i valori del rispetto e della dolcezza verso la donna, della tenerezza e della fisicità verso la propria compagna, della trasparenza verso loro stessi e verso le loro donne. Ma se avessi una figlia femmina la prima cosa che le raccomanderei sarebbe di imparare a chiedere, di esercitare il diritto di PRETENDERE dal proprio compagno, di indulgere nella sana abitudine di appoggiarsi al proprio uomo e per questo  farlo sentire,  se non indispensabile, almeno fondamentale per la propria sopravvivenza e quella del loro nucleo familiare.

Perché le chiacchiere stanno a zero… siamo tutti uguali. Ci lamentiamo se la gente che amiamo si appoggia a noi ma in fondo sentirci indispensabili ci rassicura sul nostro valore e ci rende felici.

Comunque la frutta ce la potremmo comprare da sole e tenere sempre sul frigo il numero del servizio idraulico notturno…

2 pensieri riguardo “Manager battuti in casa

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