Stars in Paris: Pablo cuoco umano.

20170911_180743 (1)Se avete voglia di vera cucina italiana nel cuore di Parigi fate un salto a L’Assaggio: ristorante dell’Hotel Castille, situato nella mitica Rue Cambon, attaccato infatti alla Maison  di Madmoiselle Chanel, che offre il meglio della tradizione culinaria italiana combinata con lo stile unico parigino.  Fatevi un giro sul sito e capirete di che stiamo parlando. l’Hotel è di charme, il ristorante è di altissimo livello e opera sotto lo guida dello Chef stellato Guido Alciati .

A L’Assaggio ho trovato Pablo Sabariego Rico, un giovane Chef  spagnolo che mi ha fatto fare pace con i grandi chef stellati per i quali nutro un’antipatia irrazionale, ingiustificata ma compulsiva. Pablo ha trent’anni, parla fluentemente Italiano con una deliziosa cadenza fortemente spagnola che sembra di star parlando con Papa Francesco. E proprio come Papa Francesco ha una simpatia e una semplicità innata; un’umiltà che appartiene solo ai grandi.

Ho chiesto di conoscerlo dopo un pranzo di lavoro, il suo cibo mi ha colpito perché mangiare bene Italiano all’estero non è proprio cosa semplice. Piatti semplici ma perfetti. Curati ed estrosi con una materi prima del miglior livello italiano. Si è presentato in tenuta da cucina, sorridente e gentile. Si è preso i nostri complimenti arrossendo, dividendo quei complimenti con la sua Brigata. E anche questo non è cosa semplice da trovare.

Il giorno dopo ero seduta ad un bistrò prendendo un caffè. Sul marciapiede, davanti al mio tavolino, passavano decine di turisti. Mi sono sentita salutare. Era Pablo in libera uscita, passeggiava con amiici, poteva far finta di non vedermi.  Invece si è fermato e con la sua socievolezza gentile  mi ha salutato e augurato buon viaggio di rientro a Roma con un abbraccio. Spero di tornare presto a Parigi , gli ho detto, e tornerò a mangiare da te.

Ho visto in quel ragazzo il viso di tutti i ragazzi che sudano e lavorano sodo, che inseguono una passione, che lottano per riuscire. Ho visto in Pablo ciò che spero di vedere nei miei figli tra qualche anno: non solo la realizzazione dei sogni, ma l’umiltà e l’umanità in presenza del successo. Auguro a Pablo tutta la fama che merita.

¡Què  te vaja bién Pablito!

 

 

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